ogni tanto mi capita di rileggere i vecchi scritti, finire in giorni così lontani, in momenti quasi dimenticati.
ci sono persone … ci sono persone che non vorrei sparissero mai.
eppure non riesco ad essere quello che dovrei. dovrei per me.
il tempo passa.
il tempo passa.
chiudo gli occhi, alzo il volume.
le cose rimangono impresse, comunque. i solchi da ripercorrere, le tracce da seguire. la testa bassa senza nascondersi da niente e nessuno.
un vialetto, sterrato di campagna. sole. canneto, alto, ai lati. silenzio, giusto il vento e il concerto degli steli vuoti.
sono giorni che ho questa immagine in testa. la ripesco da ricordi non così lontani. o forse sì. mi sembra ieri, lo giuro .. mi sembra ieri mentre non capivo assolutamente cosa stesse succedendo.
sono giorni che ho questa immagine. è come se tentassi di afferrare le parole leggere, le rassicurazioni che sono doverose quanto calde e sincere. doverose per il mio essere ridicolo, calde per il mio essere fragile.
e allora cerco di stare meglio, senza neanche dirmelo chiaramente. ripesco dall’album senza neanche pilotare: qualcosa mi guiderà, non sarà lei, non sarai tu, non sarò di certo io.
eppure qualcuno lo fa.
eppure.
perché?
eppure.
ferite.
perché?
perché te?
perché la campagna, il post, il vialetto, i bottoni di una camicia, il sole, il vino bianco, la campagna dietro casa tua, i cuscini, i fossi i cani le urla le paure la morte le tue guance sudate ? rosse. parole spezzate.
perché?
perché non semplicemente me?
è veramente dura quando non sai più come aggrapparti.
appigli in abbondanza. dita in mancanza.
lasciare andare la presa.
da qualche parte ci sono anche io.
da qualche parte ci sono anche io.
la Life is really a search,
only change the pretext for the concerns.
0 comments:
Post a Comment